Parti prematuri, questione da approfondire

E’ importante sostenere il genitore che non deve sentirsi inutile ma cercare di recuperare quanto prima la relazione col proprio figlio.

“In primis bisogna conoscere il problema della prematurità altrimenti non ci si rende conto dei rischi e delle possibilità di prevenirlo”. Importantissimo però è anche “sostenere il genitore, che non deve sentirsi inutile ma cercare, invece, di recuperare quanto prima quella relazione col proprio figlio che un parto troppo anticipato rischia di interrompere”.

A spiegarlo è Martina Bruscagnin, presidente di ‘Vivere onlus’, coordinamento di 35 associazioni, dalla Sicilia al Trentino Alto Adige, fondato nel 2004 per sensibilizzare le istituzioni e la società sul tema, promuovere ricerca scientifica, formazione del personale sanitario ed essere ‘fisicamente’ vicini ai genitori.

“Tra i primi obiettivi – spiega Bruscagnin – la prevenzione. Ad esempio spiegare alle mamme non devono sottovalutare le contrazioni quando si presentano, ma avvisare subito il ginecologo dei sintomi che devono essere affrontati anche con dei medicinali”. Nel momento in cui la nascita pretermine è inevitabile, è necessario che la madre individui il giusto punto nascita. “Scegliere l’ospedale adeguato per il parto – sottolinea – è fondamentale per dare assistenza immediata nel momento in cui nasce il bambino. Perché, se ha bisogno di essere intubato, il trasporto da una struttura non attrezzata a una con terapia intensiva può avere un peso rilevante. Anche qualche minuto fa la differenza”.

Trauma per i bimbi, costretti ad adattarsi troppo presto alla vita extrauterina, la nascita prematura è un trauma anche per i genitori, che rischiano veder condizionata la relazione con il piccolo da paure, sensi di colpa e frustrazioni. “E’ un evento che trova sempre impreparati mamme e papà”. Ma è importante far capire loro che, “mentre assistono alla lotta dei loro figli per la vita, non si devono sentire impotenti o non necessari. Questo è l’atteggiamento più sbagliato. Il genitore deve invece essere vicino al bimbo con la sua voce e le sue coccole, che rappresentano una vera e propria medicina”. Anche loro, sottolinea, hanno bisogno di sostegno e di “essere aiutati a ripristinare il rapporto con il piccolo, che si è spezzato all’improvviso.

Prima si recupera questo legame, prima si ottengono risultati importanti”. Perciò, sottolinea, è fondamentale “l’esistenza di un’associazione locale a supporto, per confrontarsi da persona a persona”. Per questo, conclude, “portiamo avanti un progetto di medicina narrativa, volto all’ascolto delle famiglie che hanno vissuto questa situazione”.

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