Il matrimonio ieri e oggi/4

Gli sposi, a bordo della carrozza, unitamente ai compari d’anello, si dirigevano verso la casa dello sposo, preparata per la festa.

Gli sposi, a bordo della carrozza, unitamente ai compari d’anello, si dirigevano verso la casa dello sposo, preparata per la festa. Una stanza, se abbastanza capiente, o due stanze, erano state precedentemente sgombrate di tutti i mobili. Alle pareti erano addossate due o tre file di sedie per fare accomodare gli invitati. Al centro un piccolo spazio per il ballo. Se i giovani invitati non erano molti e l’ambiente lo permetteva, il ballo era libero, ma diretto sempre dal compare d’anello, a carico del quale andava anche il compenso per i musicanti. Se i giovani invitati erano molti, il compare formava delle squadre assegnando a ciascuno un numero. Ognuno era libero di scegliersi la ragazza. Dopo circa dieci minuti di ballo, il compare ordinava: “ a posto la prima squadra, avanti la seconda”. Se si accorgeva che i giovanotti sceglievano sempre le stesse fanciulle, lasciando qualcuna un po’ bruttina senza ballo, invitava i danzatori ad invitare le ragazze trascurate. I musicanti erano suonatori di violino, chitarra, mandolino e contrabbasso. Tra un ballo e l’altro si offrivano “i cumpleminte” in canestri di vimini. Si servivano dolciumi: purece (mandorle tritate, impastate con cacao), reginette (bignè coperti di zucchero), fresèdde (taralli) e paste secche. Non mancavano ceci e fave arrostite. Il tutto annaffiato da rosoli fatti in casa e vino bianco. Successivamente si offrì anche un pezzo di pan di spagna e ancora dopo un bucconotto ricoperto di zucchero.Dopo la seconda guerra mondiale la festa nuziale divenne più sfarzosa e non si svolse più nella casa dello sposo, ma in alcune sale o saloni di case antiche. Se la festa si protraeva oltre la mezzanotte, si offriva agli invitati un panino farcito di mortadella e provolone (u cugne) accompagnato da vino bianco e birra.Infine, è bene ricordare alcune consuetudini della festa. L’abito bianco era offerto dallo sposo, il quale in cambio otteneva una cravatta grigia (u scultine) e l’abito di colore bleu. Il mazzolino di fiori d’arancio era offerto alla sposa dal compare d’anello, ricevendo in cambio una guantiera di dolci. Le spese di “cumpleminte” si dividevano tra le due famiglie in rapporto al numero degli invitati da ciascuna delle parti. (4/continua).

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